20 luglio 2010

Disegni che non esistono

Un articolo semplice, ben scritto, illuminante e volendo anche tenero quello pubblicato dal Post scritto da Gipi. Gipi spiega e parla a modo suo del rapporto tra arte e nuove tecnologie, nello specifico quello tra la 'sua' arte e l'iPad della Apple. Le sue opere (che ha pubblicato su Facebook) sono il chiaro esempio che anche cambiando il supporto l'arte e il talento rimangono intatti.

I disegni che non esistono sono quelli che vivono solo nella tecnologia, senza alcun supporto cartaceo, che vivono solo collegati ad una batteria, nel loro personale polmone d’acciaio, nel regno ideale dell’amico depilato e amoeba. Quando questa civiltà finirà (e finirà, vedrete) loro scompariranno. Non resterà nulla. La ragazza che si tocca il piede. L’uomo con l’uccello in mano, anche l’autoritratto. Anche quello, come me, scomparirà.







3 commenti:

Custom Essay ha detto...

Waoo! that is very inetrestin art... :)
very nice design....!!! keep it..!!

simone rea ha detto...

Si possono sempre stampare e comunque anche la carta brucia, si deteriora..

Fabrizio Ricci ha detto...

Mi pare fosse in "Internet, memoria e oblio" di Lorenzo De Carli, che si sostiene una tesi che è l'esatto opposto, ovvero che tutto ciò che non avrà una seconda vita nella dimensione virtuale si estinguerà col passare degli anni, nella visione di una nuova era interamente ed integralisticamente digitale.
Io penso che quando tra cento o mille anni la civiltà si sarà estinta, ad essa sopravviveranno miliardi di byte, che lasceremo in eredità a chi verrà dopo di noi, come i primi uomini ci hanno lasciato i dipinti rupestri o come i dinosauri i loro resti mortali.