17 dicembre 2007

Caratteri editoriali



In questo ultimo periodo sembra sia tornata di gran moda far disegnare caratteri e font appositamente, ne sono stati autori Il Corriere della Sera (in tono minore) e L'Espresso (maggiormente),

Il Corriere della Sera ha affidato a Luciano Perondi di Molotro il Type design del Solferino che prende nome appunto dalla strada dove risiede lo storico quotidiano. Perondi ha realizzato cinque diversi pesi per questo font, dando particolare attenzione all'ottimizzazione dello spazio, il Solferino però non verrà utilizzato per la titolazione, in quanto alla direzione sembrava che il cambio dei titoli risultasse troppo forte per il pubblico e quindi hanno modificato solamente il testo.

Per quanto riguarda L'Espresso invece è stato chiamato — il primo aprile, tanto da aver fatto pensare ad uno scherzo tanto può essere inusuale una tal richiesta — Giò Fuga a realizzare una font personalizzata per le titolazioni del settimanale in occasione del redesign generale dell'impaginato. il GFT Lespresso Sans è un sans serif lineare molto compresso e con ampi spessori, declinato in due pesi, il Bold per i titoli della rivista e il Regular per la titolazione degli allegati.

Devo dire che in entrambi i casi siamo di fronte ad un gran bel lavoro, sarà che negli ultimi tempi la realizzazione di font e di giornali mi appassiona sempre di piùù ma trovo questo genere di lavoro davvero stimolante.




1 commento:

Luca ha detto...

Ambedue sono dei caratteri ben fatti e interessanti anche se soffocati da ciò che hanno intorno. Il Solferino, dei bravi Perondi e Braccaloni, ha reso finalmente leggibili i testi del Corriere ma è come dicevo soffocato dalla grafica obsoleta (impaginazione ed appunto come scrivevi i caratteri dei titoli rimasti tali e quali). Solo la Stampa e il Manifesto sono degni esempi di buona progettazione. Mentre il GFT Lespresso Sans disegnato da quel maestro e ottimo insegnante (mio cugino è stato suo allievo molti anni fa) di Giò Fuga è soffocato da una grafica anni '70 con l'uso del Bodoni Poster e di quei orribili filettoni.
La cosa positiva è che finalmente il type design italiano viene finalmente considerato. Complimenti agli autori ed a te per il blog.