Da qualche settimana non si fa altro (e sarà cosi per parecchio ancora) delle primarie Presidenziali USA, Jillary Clinton, Obama ecc. ecc. in pochi però si sono soffermati sulla campagna elettorale e sulla grafica della campagna stessa dei candidati alla presidenza amaricana. Come d'abitudine ogni candidato ha il suo logo/simbolo, il suo sito, insomma la sua bella immagine coordinata che lo rappresenta e lo indentifica, come è logico che sia. Da noi la cosa come si sà è ben diversa, abbiamo partiti che improvvisano simboli precari e cambiano loghi come se fossero calzini, abbandonando simboli e identità storiche, negli Stati Uniti, un paese dove l'immagine e la grafica contano ogni quotidiano, giornale, magazine ecc. ha espresso il proprio pare (di parteo meno) su questo tema. Il New York Times ha fatto una disamina dei vari loghi, anche quelli delle campagne precedenti, sotto forma di fumetto, affidandole al disegnatore Ward Sutton (che pubblico qui sotto), molto interessante anche la precisa disamina del sito di Obama che appare chiaro vincitore almeno sul campo grafico, il suo logo infatti risulta semplice ed efficace, vedremo se sarà stato utile e vedremo se una buona campagna (graficamente parlando) lo aiuterà a vincere le elezioni. (cliccare e studiare l'inglese per vedere meglio le immagini)
Ieri in occasione della partita di beneficienza Pomezia-Roma che si è svolta allo stadio Comunale di Pomezia (ovviamente) ho fatto il mio esordio come fotografo sportivo, devo dire che non è stato affatto facile, complice la mia macchina fotografica (nikon D70s) non dotata di supermegazooomzoom a cannone, devo riconoscere che l'impresa di fotografare un azione degna di nota non è propriamente agevole, in realtà poi riguardando le oltre duecento foto scattate qualcosa di buono si tira fuori (credo). Per la cronaca la partita si è svolta a ritmo leggero e con una Roma non al completo come era logico aspettarsi alla vigilia, giocatori disponibili con tutti per autografi e foto varie, sopratutto con bambini e disabili a cui andava l'incasso della manifestazione. Totti ha giocato un tempo e mezzo e mi ha fatto una buona impressione, devo anche riconoscere che da vicino sembra molto meno "pupone" di quanto la stampa voglia far credere. (cliccare sulle foto per ingrandirle)
Fra un mese esatto il mio amico Arnold, al secolo Gary Coleman compirà 40 anni! Sembra ieri che me lo vedevo in TV, mi sembra ancora di sentirlo... "che cosa stai dicendo willis?"
Quello che vedete nella foto sopra è proprio lui, fotografato di recente mentre autografa delle tute per tirare su qualche soldo, ma lasciamo stare i pensieri amari e godiamoci anche la sigla di uno dei telefilm che hanno fatto la storia della televisone (almeno da noi).
La scheda Il mio amico Arnold (Diff'rent Strokes) Un film di Herbert Kenwith, Gerren Keith, Doug Rogers. Con Gary Coleman, Conrad Bain, Shavar Ross, Dana Plato. Formato Serie TV, Genere Commedia, colore 30 minuti. , numero episodi: 189. - Produzione USA 1978.
Il ricco industriale Philip Drummond promette alla domestica di adottare i suoi due figli di colore e di ospitarli nella sua casa di Park Avenue dopo che lei sarà morta. Non l'avesse mai fatto: i due ragazzini si rivelano due pesti, in particolare il piccolo Arnold di otto anni. Ma con il passare del tempo, i due fratellini imparano a fidarsi del patrigno e a conoscere Kimberly, la figlia naturale di Drummond. Se Todd Bridges veste i panni del tredicenne fratello coscienzioso Willis, Charlotte Rae indossa quelli della governante tuttofare Mrs. Edna Garrett, che in seguito lascia la sitcom per dar vita allo spin-off L'albero delle mele: il suo posto viene preso dapprima da Adelaide Brubaker, quindi da Pearl Gallagher. Coleman, il vero mattatore della serie, capace di intenerire o di fulminare grazie a una mimica da attore adulto, ha cominciato a recitare nella serie all'età di dieci anni, ma per una malattia congenita la sua crescita fisica si è arrestata facendolo apparire per sempre bambino. Lungo i 189 episodi, la serie creata da Jeff Harris, Bernie Kukoff e Herbert Kenwith tocca temi anche seri come la pedofilia e la droga (in una puntata dove compare in un cameo Nancy Reagan). Dopo alcune stagioni il signor Drummond s'innamora di Maggie McKinney (interpretata prima da Dixie Carter, quindi da Mary Mobley): dopo averla sposata, suo figlio Sani (Danny Cooksey) va a vivere sotto lo stesso tetto di Arnold, dando vita ad inevitabili contrasti comici. La futura popstar Janet Jackson appare più di una volta nelle vesti di Charlene Dupree, la ragazza di Willis; Muhammed Ali è la guest-star di un episodio. Tra i "tormentoni" emerge quel "che diavolo stai dicendo?" che esprime lo stupore di Arnold; il confidente di quest'ultimo, più che il fratello Willis, si rivela essere Abramo: un pesciolino rosso che non sempre la pensa come Arnold. Il tris di protagonisti teenager ha fatto parlare di sé anche dopo la chiusura della serie: Gary Coleman ha intentato causa ai genitori e al manager per aver condotto male i suoi affari e per aver dilapidato il capitale, e oltrepiù è stato condannato a 90 giorni di carcere per aver preso a pugni un fan che gli chiedeva l'autografo; Dana Plato, dopo aver abbandonato il telefilm perché incinta, posò per "Playboy" poco più che maggiorenne e venne arrestata per furto prima di intraprendere il tunnel della droga che l'ha uccisa nel maggio del 1999, a soli 34 anni; Todd Bridges, anch'egli dedito ad alcol e droga dopo la fine del serial, è stato condannato per porto abusivo di armi e per aver accoltellato un suo inquilino. Oltre allo spin-off L'albero delle mele (1979), la serie ha dato vita ad un cross-over con Hello, Larry (1979, inedito in Italia), in cui Drummond acquista un network radiofonico di Portland per aiutare economicamente il protagonista - Larry Adler - un suo ex compagno d'armi: in realtà la "mossa" doveva servire all'Nsc per convogliare più pubblico sulla sit-com ambientata in Oregon. Dal Dizionario dei Telefim. Edizioni Garzanti
Resto sempre più spesso stupefatto di quanto all'estero associazioni importanti come Amnesty Internatioal riescano con semplici idee a far colpo usando la grafica e alcuni piccoli espedienti per sensibilizzare l'opinione pubblica. Ne avevo già parlato tempo fa proprio a proposito di Amnesty e della campagna contro le Olimpiadi cinesi e continuo a pensare che sempre più spesso nel nostro paese siamo limitati e vincolati dalla burocrazia mentale, voglio dire che troppo spesso mi sembra che chi decide determinate cose si autocondizioni a tal punto da bloccarsi sempre sulle stesse vecchie idee, non facendo mai davvero uno sforzo in avanti. (clicca sull'immagine per ingrandirla)
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Sono passate praticamente tutte le feste, è passato il natale, il capodanno e la befana, oggi si riprendono ufficialmente le attività. Ricomincio da qui, ricomincio dalla grafica, quest'anno dedicherò sempre più spazio alla grafica e a posti, luoghi, emozioni e quanto altro rimanda alla grafica.
Oggi riparto da un bel sito dedicato alle copertine storiche dei 45 giri, ve li ricordate? erano quei simpatici dischetti in vinile che quando ero bambino si infilavano nel mangiadischi (solitamente e misteriosamente arancione). Le copertine sono ordinate e divise per categorie, ovviamente sono praticamente tutte anglosassoni, un gran lavoro di archiviazione e di confronto grafico, spesso rimango affascinato da lavori e grafiche retrò e trovo molto stimolante cercare di capire il percorso che ci ha portato al design moderno.
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Questo qui è ufficialmente l'ultimo post dell'anno per questo blog, ci si rivede tutti il prossimo anno! Per quello mi riguarda il 2007 che finisce è stato un anno curioso, tutto sommato divertente, fatto di importanti cambiamenti lavorativi e di vacanze spettacolari, fatto di perdite e addii a persone importanti, ma sopratutto è stato un anno intenso, faticoso e a tratti senza sosta, un anno che quindi ha un po' il sapore di tappo, ma pur sempre un anno che finisce come è iniziato, alla grande con gli amici (i migliori da sempre!) a festeggiare in un casale sperduto non importa dove, perchè alla fine, ma proprio alla fine, puoi dire e fare quello che ti pare per tutti i 365 giorni, ma quando sei lì con il tappo che sta per uscire e il conto alla rovescia che è partito da un pezzo, solo in quel momento ti giri e capisci che l'anno nuovo che sta per arrivare sarà esattamente come il precedente, solo che con un altro nome!
Un saluto e un augurio a tutti!! Cin cin!
PS= per tutti i curiosi che non sanno di cosa parlo... ecco il film trash dello scorso capodanno!
Apro qui una nuova rubrica che si chiamerà FONT DEI NOSTRI GIORNI e che vedrà per protagonisti i Font più comunemente usati, la loro storia e il loro utilizzo.
Come mi fa notare l'attento Borgognoni (che ringrazio) sempre più spesso nel cinema dei giorni nostri un solo Font domina le scene... il Trajan, il font ricostruito da L. C. Everett, originariamente inciso alla base della colonna traiana e preso a modello per il font stesso e pubblicato dalla Linotype. Il lapidario originale aveva il rapporto base/altezza dell'asta verticale di uno a dieci. Ne è nato addirittura un blog che si batte per il ritiro del font e ci mostra di volta in volta tutti i suoi esagerati utilizzi, personalmente non nego che in molti casi l'ho usato in alcuni lavori e trovo che si adatta bene a cose più classiche proprio per la sua stessa natura, l'imporante come al solito è non esagerare.
Ormai sta diventando un appuntamento quasi fisso, è ormai il secondo anno che aiuto l'Associazione Urubamba nel design e nella vendita del loro Calendario. Quest'anno ho voluto fare di più e grazie ai potenti mezzi e alle conoscenze all'interno del Comune di Pomezia, sono riuscito ad ottenere il Patrocinio dal Comune stesso che ne ha finanziato la stampa. Alcune copie del Calendario andranno sulle scrivani e negli uffici pubblici, mentre gli altri verranno donati all'Associazione che li venderà pr conto suo. Il ricavato andrà interamente a finanziare due importanti progetti che Urubamba segue in Perù e Brasile.
Per quanto mi riguarda credo di aver fatto un buon lavoro graficamente parlando, volevo dargli un taglio da viaggio, da cartolina del Perù e credo di esserci riuscito, ho utilizzato in buona parte delle mie foto fatte sul posto e alcune di Cristina Mastrandrea dell'Associazione stessa, inoltre, viste le numerose richieste, il calendario di quest'anno è tavolo (lo scorso anno si appendeva alla parete), al tatto risulta essere piuttosto elegante e ben stampato e ne sono davvero orgoglioso, un po' perchè so' con esattezza dove finiranno i proventi di questa operazione, niente furti o soldi ai furbetti del quartierino quindi.
Per chiunque voglia acquistarlo in proprio il prezzo è di soli CINQUE EURO e può essere richiesto all'Associazione stessa oppure anche a me (per chi mi conosce di persona), credo sia davvero un bel regalo di Natale per chi ancora non ha deciso cosa comprare e per chi ha voglia di aiutare i bambini peruviani.
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In questo ultimo periodo sembra sia tornata di gran moda far disegnare caratteri e font appositamente, ne sono stati autori Il Corriere della Sera (in tono minore) e L'Espresso (maggiormente),
Il Corriere della Sera ha affidato a Luciano Perondi di Molotro il Type design del Solferino che prende nome appunto dalla strada dove risiede lo storico quotidiano. Perondi ha realizzato cinque diversi pesi per questo font, dando particolare attenzione all'ottimizzazione dello spazio, il Solferino però non verrà utilizzato per la titolazione, in quanto alla direzione sembrava che il cambio dei titoli risultasse troppo forte per il pubblico e quindi hanno modificato solamente il testo.
Per quanto riguarda L'Espresso invece è stato chiamato — il primo aprile, tanto da aver fatto pensare ad uno scherzo tanto può essere inusuale una tal richiesta — Giò Fuga a realizzare una font personalizzata per le titolazioni del settimanale in occasione del redesign generale dell'impaginato. il GFT Lespresso Sans è un sans serif lineare molto compresso e con ampi spessori, declinato in due pesi, il Bold per i titoli della rivista e il Regular per la titolazione degli allegati.
Devo dire che in entrambi i casi siamo di fronte ad un gran bel lavoro, sarà che negli ultimi tempi la realizzazione di font e di giornali mi appassiona sempre di piùù ma trovo questo genere di lavoro davvero stimolante.
Oggi faccio un eccezione e commento il sito del giorno, StartDrawing infatti è un ottimo blog di illustrazione, che strizza l'occhio all'oriente ma che (come si nota nella foto) apre anche a chiunque voglia inviargli materiale. Da tenere d'occhio
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In occasione del mio compleanno, quella santa donna di mia moglie mi ha fatto dono di una fiammante PSP Slim, regalo mai abbastanza gradito, ci ho giocherellato un po' con il gioco originale in dotazione (Tekken) e poi grazie al prode Emiliano "takanaio", l'ho sbloccata in modo da poterci mettere le ISO dei giochi direttamente sulla Memory Card, ho aperto la stalla del mulo e via alla scoperta del nuovo mondo! Purtroppo dopo un paio di giri di forum e di siti vari per prendere informazioni, dopo aver giocato con un paio di giochi "nuovi" fiammanti sono ricaduto nel tunnel, ho scoperto il Mame4All! L'emulatore degli emulatori, quello che contiene tutte le ROM dei miei videogames da bar anni '80, non potevo non giocarci, non dovevo installarle! A distanza di giorni ormai gioco solo con i retrogame, uso una consolle di ultimissima generazione per emulare pochi bit, uso una consolle di ultima generazione per inseguire ciliegie e mostri rotolanti, uso una consolle di ultima generazione per fare quello che faccio da almeno 20 anni, raccolgo frutta, salto massi, tiro ascie ai serpenti e decapito mostri ciclopici. Per la cronaca, stavo parlando di Mr.Do!, Rygar e WonderBoy!
Ho sempre saputo che in nome del marketing e di qualche spettatore in più si poteva fare più o meno come si voleva nel dorato mondo del cinema. Ho lavorato (tramite Compacta) alla realizzazione di diversi manifesti di film, subendo da grafico e da appassionato di cinema, le disastrose scelte di marketing del distributore. Ma ora, per il nuovo film di Denys Arcand (Distribuito dai macellai della BIM) si sono superati! Forti del successo di qualche anno fa delle Invasioni Barbariche, hanno pensato bene di intitolare il nuovo film L'età Barbarica, quando il titolo originale è L'age des ténèbres e poco centrava con il precedente film se non per il fatto di avere lo stesso regista. Come se non bastasse hanno tolto l'illustrazione moderna e ben disegnata del manifesto originale per sosituirla con una bruttina e mal disegnata che riprendesse pari pari quella del "precente" film, stesso font e pure un bel titolino con su scritto le invasioni barbariche continuano... come se ne fosse appunto il seguito! Ma questa cosa del finto seguito era già accaduta con le stesse invesioni, che erano appunto state spacciate come presunto seguito del Declino dell'Impero americano, anche li con un titolino sibillino...
Ancora rido! Rido da Repubblica.it "Una svista, forse aggravata da una scarsa conoscenza dell'inglese, e sul bollettino parrocchiale a Montegalda (Vicenza) è stata stampata una foto scaricata da internet con un fotomontaggio del Papa con il volto di Silvio Berlusconi mentre incontra Alì Agca che indossa una maglietta con la scritta "Kill the enthusiasm" (uccidi l'entusiasmo). Il bollettino parrocchiale - come riporta 'Il Mattino di Padova' - è stato distribuito domenica scorsa in occasione della prima domenica dell'Avvento ed era centrato anche sul tema del perdono. Proprio per dare rilevanza a questo concetto - ha spiegato il parroco - sono state inserite alcune immagini, tra cui quella che appariva come la più eloquente: l'incontro tra Giovanni Paolo II e il suo attentatore. Per trovare la foto il sacerdote è andato in internet digitando poi per la ricerca la parola 'perdono'. Sfortunatamente, per quella che ha definito una svista imperdonabile, ha scelto il fotomontaggio con il volto di Berlusconi e la scritta "sbagliata" sulla maglia di Agca."
Semplice e geniale, Andrew e Sarah hanno creato una versione del magico cubo con dei semplici dadi da gioco magnetici. Qui le istruzioni su come ricostruirlo in "casa" (si fa per dire).
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