04 novembre 2010

Parigi contro New York


Stanno facendo rapidamente il giro della rete i manifsti di Vahram Muratyan che mettono a confronto Parigi e New York. I manifesti giocano su luoghi comuni e dettagli di due città amatissime nel mondo, una serie davvero molto carina ed intrigante, diversa dal solito, che fa graficamente sorridere per la semplicità ed intelligenza con cui è realizzata. L'ennessima riprova che a volte il gusto e la creatività vincono sugli effetti speciali.

Qui trovate il resto dei manifesti.













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03 novembre 2010

SImboli grafici: Storia della Svastica


Ci sono simboli grafici che acquistano una valenza che va aldilà della loro stessa simbologia originale, uno di questi è senza ombra di dubbio la svastica. La storia della svastica, risale agli albori dell'umanità, conosciuta in molte culture dell’antico e del nuovo mondo, la conoscevano i Celti, gli antichi Greci, gli Etruschi, gli Egizi, i Mesopotami e gli Aztechi, presso l’Elam (nel periodo preistorico), Babilonia e nella valle dell’Indo per la cultura preariana di Mohenjo-dara (2000 a.C.), la croce uncinata era vista come simbolo religioso e come portafortuna circondato da un immensa aura magica, come simbolo del sole e del ciclo vitale, questa idea rimase legata alla svastica per decenni, usata in molte campagne pubblicitarie, packaging e prodotti alimentari proprio per simboleggiare questo suo potere positivo.
Poi arrivò l'appropriazione del segno da parte del regime nazista, che la scelse come simbolo, prima del partito nazionalsocialista e poi del terzo reich, Hitler la scelse perché era a conoscenza delle sua antiche origini ed era affascinato dall’alone di mistero e dall’aura magica che lo circondavano. Oggi la svastica, è usata senza alcuna implicazione in India, in Malesia, in Cina (è il simbolo della fuorilegge setta Falun Gong) e in molti altri paesi dell'estremo oriente.
In occidente l'utilizzo della svastica deve però fare sempre i conti con il pesante fardello dell'Olocausto che è stato perpetrato sotto la sua ombra. Un tentativo di recupero è stato compiuto dai vari gruppi heavy metal, più o meno ironicamente, o da artisti e designer con il dichiarato scopo di non abbandonare un simbolo vecchio di migliaia di anni in ostaggio ai decenni nazisti. Fa impressione osservare in questa galleria come il simbolo grafico fu legato per decenni ad immagini e loghi che non ci aspetteremmo di vedere, dalla Coca Cola alla birra Carlsberg, da una lavanderia ad un azienda elettrica milanese.


Swastika Drug Company "Hilter be Damned". 1922

Nel 1925 la Coca Cola produsse un fortunato orologio a forma di una svastica con lo slogan "Bevi Coca Cola cinque centesimi in bottiglia."
 A quel tempo, la svastica era ancora un simbolo di "Good Luck".



Alcune vecchie etichette della Carlsberg Porter e della Calsberg Ny Pilsner.




Una vecchia etichetta della birra Tsingtao. La fabbrica di birra Tsingtao è stata fondata nel 1903 da coloni tedeschi a Qingdao, Cina. Dalla sua introduzione, Tsingtao Beer ha goduto di notevole crescita delle vendite ed è sempre stato il numero uno della birra in Cina.




Una cartolina prodotta dalla Philips E. Company, un editore americano, ha sottolineato la "buona fortuna" aspetto della svastica. E 'protetto da copyright l'immagine nel 1907.



Piloti americani ha usato l'icona sul loro aerei quando hanno combattuto per i francesi nella prima guerra mondiale.






Alla nascita dell'hockey su ghiaccio in Canada, alcuni team di hockey la utilizzarono come logo nel 1916 (circa)



  "Snow Flake" crackers, Los Angeles, California.



PCB Assorted Cakes, Los Angeles, California.


Banconote sovietiche dell'inizio del secolo scorso


La storica lavanderia "svastica" è stata per decenni un istituzione a Dublino, fondata nel 1912 in Shelbourne Road, è rimasta in attività fino alla fine del 1960.


Fino al 1933 questo era il logo ufficiale per la ditta ASEA di Milano.





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02 novembre 2010

I poster di Olivetti di Giovanni Pintori

 
Non sono in molti a conoscere e apprezzare il lavoro e le opere grafiche di Giovanni Pintori, per fortuna arriva ancora una volta un grande Museo Internazionale a porvi rimedio. Il MoMA di San Francisco dedica una bella mostra a Pintori e ai suoi manifesti pubblicitari per le macchine della Olivetti (qui e qui i link della mostra). 
Per chi non lo sapesse, Giovanni Pintori (Tresnuraghes, 1912Milano, 15 novembre 1999), è stato con Costantino Nivola uno dei padri fondatori dell'industria moderna italiana, almeno per quanto riguarda l'espansione, il successo e la commercializzazione della Olivetti, che in quegli anni era il fiore all'occhiello dell'impresa italiana.
Pintori nel 1936 a soli 24 anni, inizia a collaborare con l’Ufficio Tecnico Pubblicità della Olivetti di Ivrea e ne diventa il responsabile nel 1940. Produce materiale pubblicitario di ogni genere: manifesti, pagine pubblicitarie, insegne . Nel 1950 ottiene il primo di una lunga serie di riconoscimenti: la Palma d’Oro della Federazione Italiana Pubblicità. Già nel 1952 il MoMA di New York organizza la mostra Olivetti: Design in Industry, da allora in poi è tutto un lungo elenco di premi e riconoscimenti per tutto il mondo.
Dopo la morte di Adriano Olivetti (1960) continua a raccogliere prestigiosi riconoscimenti internazionali come il Typographic Excellence Award del Type Directors Club di New York nel 1964. Nel 1966 espone una personale a Tokyo. Varie testate pubblicano sue immagini: Fortune, Graphic Design, Horizon. Nel 1967 lascia Olivetti e lavora come libero professionista per Pirelli, Ambrosetti, Gabbianelli, Parchi di Liguria, Merzario.

Oggi Giovanni Pintori come spesso capita in questi casi è quasi del tutto sconosciuto nel proprio paese, ma il suo lavoro, come molti della sua epoca, è riconosciuto a livello internazionale proprio perché è fatto di meticolosa attenzione per i particolari, per quel segno grafico così riconoscibile da essere, ancora oggi, a distanza di quasi un secolo, ancora attuale e modernissimo.









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Massimo Vignelli: A Short Documentary

 
Massimo Vignelli è uno dei protagonisti indiscussi del design moderno, la sua storia è la storia della grafica moderna, ne abbiamo già parlato diverse volte (vedi qui), adesso il Maestro è il protagonista di Massimo Vignelli: A Short Documentary, un breve cortometraggio di John Madere, della durata di sei minuti circa, dove Vignelli ci illustra il suo punto di vista sul design e la grafica. La lezione di Vignelli è assolutamente importante, bisognerebbe proiettare questo video (come anche il film sull'Helvetica) nelle scuole di grafica e di design (ma anche in quelle normali direi...), alcune massime potrebbero e dovrebbero essere applicate a qualunque progetto grafico.

Lines lasts longer.
Details lasts longer.
Good design lasts longer.

Guardando questo corto non si può non rimanere affascinati dalla personalità, dal carisma di un uomo che ha progettato e definito cosi marcatamente la nostra vita. Molto divertente anche l'associazione tra la frase
Good design lasts longer essere e la galleria di foto (alcune qui sotto) che ritraggono buona parte della mappa metropolitana di New York in pessimo stato, forse il buon design avrà vita lunga, ma i manifesti no :)








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01 novembre 2010

Le Favole di Esopo


Sono davvero molto belle le tavole illustrate (qui publicate in anteprima assoluta) di Simone Rea per il libro Le Favole di Esopo che uscirà la prossima primavera per Topipittori. Simone Rea è senza ombra di dubbio uno dei maggiori talenti italiani a livello di illustrazione che l'italia possa vantare, e il suo lavoro sta facendo molto parlare di se, negli ultimi anni ha lavorato e pubblicato con diversi editori e le sue illustrazioni stanno rapidamente facendo il giro del mondo. Pur non tralasciando un profondo senso pittorico, la sua illustrazione e il suo segno rimangono puliti e molto leggibili, rendendoli unici, rimane infatti un operazione molto complessa cercare di capire da chi Rea abbia preso ispirazione per le sue opere, segno evidente di un elaborazione davvero degna di nota.







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