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13 febbraio 2008

Angese



E' morto ieri dopo una lunga malattia, Sergio Angeletti, meglio conosciuto come Angese, nonostante la malattia aveva continuato (anche se con un segno precario) a disegnare fino agli ultimi giorni. Personalmente sarà che sono sempre stato un lettore di Linus, sarà che ho avuto anche diverse Smemoranda, ma ero legato alle sue vignette, ci ero in qualche modo cresciuto e mi è parso strano che non ho visto nessun servizio in televisione che ricordasse la sua figura. Anzi, mi correggo... non è affatto strano! Di seguito le toccanti parole di Gino, Michele e Nico Colonna, coofondatori di Smemoranda e amici di Angese.

"Angese è da sempre un collaboratore di Smemoranda, una matita militante, un artista arguto, profondo, sicuramente mai banale, un uomo che ha fatto della coerenza e della dignità, in tutti questi anni "difficili", la sua ragione di vita. Anche oggi, in una giornata per tutti noi tanto triste, ci piace ricordarlo a cavallo che trotterella nelle sue amate terre umbre, facendosi gioco di noi "indiani metropolitani" alle prese con la frenesia di una città impazzita per il traffico e lo smog...
Un abbraccio forte forte a Angese e ai suoi cari, un amico che non dimenticheremo mai.
Nico Colonna, Gino e Michele.
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06 novembre 2007

Enzo Biagi


In un altro paese avrebbe vinto il Premio Pulitzer da noi verrà ricordato per l'editto bulgaro!

18 Aprile 1992
« La Rai tornerà ad essere una tv pubblica, cioè di tutti, non partitica, [...] come è stata durante l'occupazione militare della sinistra. L'uso fatto da Biagi, da quel...come si chiama? Ah Santoro e da Luttazzi è stato veramente criminoso e fatto con i soldi di tutti. Preciso dovere di questa dirigenza sia quello di non permettere più che questo avvenga. [...] Ma siccome non cambieranno... »
Silvio Berlusconi

« Il presidente del Consiglio non trova niente di meglio che segnalare tre biechi individui: Santoro, Luttazzi e il sottoscritto. Quale sarebbe il reato? [...] Poi il presidente Berlusconi, siccome non intravede nei tre biechi personaggi pentimento e redenzione, lascerebbe intendere che dovrebbero togliere il disturbo. Signor presidente, dia disposizioni di procedere perché la mia età e il senso di rispetto che ho verso me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri [...]. Sono ancora convinto che perfino in questa azienda (che come giustamente ricorda è di tutti, e quindi vorrà sentire tutte le opinioni) ci sia ancora spazio per la libertà di stampa; sta scritto - dia un'occhiata - nella Costituzione. Lavoro qui in Rai dal 1961, ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto [...]. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l'ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci. »
Enzo Biagi Continua>> (Read more...)

05 novembre 2007

Ciao Barone!


E' morto all'età di 85 anni Nils Liedholm. Nato a Valdemarsvik, in Svezia, nel 1922, "Il Barone", come lo chiamavano i tifosi, è stato un grandissimo sia come calciatore che come allenatore. Se la carriera in campo, dopo l'arrivo in Italia nel 1949, la trascorse tutta con la maglia del Milan formando l'eccezionale terzetto scandinavo Gre-No-Li insieme ai compagni Green e Nordahl, i suoi successi in panchina furono sia con i rossoneri che con la Roma.

A renderlo indimenticabile anche un accento nordico mai sparito del tutto, malgrado oltre secolo trascorso in Italia, dove una volta lasciato il mondo del calcio gestiva un'azienda vinicola a Cuccaro Monferrato. Ogni volta che da allenatore giallorosso veniva intervistato dalle allora ancora poco invadenti televisioni, "Il Barone" rispondeva immancabilmente con lo stesso incipit: "Roma jogato bene...".

Celebre era anche la sua scaramanzia e l'amore per lo zodiaco, e qui gli aneddoti si sprecano davvero. Le sue tasche, hanno raccontato in molti, traboccavano di corni, polveri magiche e zampe di gallina. Allo stesso modo la Roma sarebbe andata spesso in "pellegrinaggio" a Busto Arsizio, dove risiedeva il mago-astrologo Maggi, che pare gli abbia anche predetto la sconfitta nella finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool.

Ma ricordare solo gli aspetti folcloristici sarebbe riduttivo. Se Liedholm fu un grande in campo giocando un calcio oggi difficilmente comprensibile, fatto di lentezza e virtuosismi, forse ancora più importante è il segno lasciato in panchina. Fu uno dei primi a introdurre in Italia il gioco a zona, attirandosi all'inizio aspre critiche, poi spazzate via dalle splendide prestazioni della Roma di metà anni '80. A lui si deve inoltre anche il lancio in Serie A di un giovanissimo Carlo Ancelotti, appena prelevato dal Parma, e la consacrazione di Bruno Conti nell'Olimpo dei migliori giocatori italiani di tutti i tempi.

Cordoglio per la scomparsa di Liedholm è stato espresso da tutto il mondo del calcio, e in particolare da quei giocatori che hanno trascorso gli anni più importanti della carriera ai suoi ordini, come Roberto Pruzzo e Aldo Maldera. Per rendergli omaggio la Roma ha chiesto alla Uefa di poter disputare la gara di Champions League in programma mercoledì a Lisbona contro lo Sporting con il lutto al braccio.

Per quanto mi riguarda resterà per sempre nel mio cuore di bambino delle medie quando portò a Roma il tricolore, uno scudetto vinto da bambino tifoso vale più di mille vinti da adulto! Capello Merda! (giusto per ricordarlo) Continua>> (Read more...)