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07 giugno 2011

Il calcio illustrato

 

Zoran Lucić  è un grafic designer ed illustratore Serbo che ha realizzato con estrema cura una serie di bellissimi poster dedicati al mondo del calcio. Lucić ha saputo mixare con gusto elementi pop e stile retrò, ripercorrendo a suo modo la storia del calcio moderno, da Puskas a Platini, da Tevez a Totti, da Cruyff a Messi, passando per i vari Ronaldo, Ronaldhino, Cantona o Best. Si intuisce dietro il meticoloso lavoro di Lucić una forte passione per il calcio e per degli eroi popolari che possono diventare (una volta lo erano) poster da attaccare in camera. Purtroppo al momento non sono in vendita ma siamo sicuri che non tarderanno ad arrivare richieste per questo lavoro davvero notevole.

Qui sotto trovate un ampia galleria e Qui trovate la galleria completa. Buona visione.




























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05 giugno 2007

La Coppa del Mondo!




Da oggi a Pomezia si stanno svolgendo le finali del Torneo delle Regioni di Calcio dilettante, per l'occasione la Lega Nazionale Dilettanti si è presentata con la Coppa del Mondo, proprio quella ufficiale vinta la scorsa estate. Così ad un anno di distanza è tornata a casa e visto che ora sono uno "comunale" ho potuto ammirarla da vicino.
Da molto vicino! Popopopopopopopo! Continua>> (Read more...)

17 aprile 2007

La Partita del Cuore!


Il prossimo 12 Maggio si terrà a Pomezia "la Partita del Cuore" tra la Rappresentativa Nazionale Attori e la Rappresentativa dell'Amministrazione Comunale, un mix di Consiglieri Comuali, dipendenti e vigili. Per questa occasione non solo ho realizzato il manifeesto che poi sarebbe il mio lavoro (su cui tornerò sopra), ma mi hanno convocato per giocare! Siamo una ventina, quindi non credo di giocare tutta la partita, ma non importa, mi importa invece che potrò giocare in un vero Stadio (il Comunale di Pomezia) con un pubblico pagante!
Sono contento come un bambino, chi un po' gioca a pallone amatorialmente mi può capiere, oggi poi ho fatto il primo allenamento dentro al Comunale, due ore circa nella pausa pranzo, corsa, preparazione, un minimo di schemi, ci allena l'allenatore del Pomezia Calcio, un allenatore vero. Confesso che si fatica non poco, fa caldo e non sono proprio abbituato, ma in questo mese mi riprometto di arrivare al meglio per la partita e mi impegnerò seriamente. Se qualcuno poi vuole venire a vedere me e gli altri ne saremo contenti e ne saranno contenti i bambini della Casa Famiglia "Chiara e Francesco" a cui andrà l'incasso. Continua>> (Read more...)

13 aprile 2007

Oleguer Presas



Il calciatore nella foto si chiama Oleguer Presas e come solo i più attenti sportivi sanno, è il difensore del Barcellona, finito da qualche settimana nel giro delle polemiche (spagnole ovviamente) per un suo articolo scritto di suo pugno e pubblicato dal settimanale La Directa e poi ripreso da Berria (quaotidiano basco online). Nell'articolo intitolato la buona fede Presas attacca pesantamente il governo spagnolo e prende le difese di Iñaki de Juana Chaos, terrorista dell'Eta da tre mesi in sciopero della fame (nella foto)



che malgrado le sue condizoni e il suo passato chiede a Zapatero di riprendere i negoziati di Pace con l'Eta, la vicenda ricorda da vicino quella di Bobby Sands il memro dell'Ira morto in prigione nel 1981. Presas ricorda nel suo articolo che Iñaki de Juana Chaos ha già passato vent'anni in carcere, anche se la condanna effettiva era di diciotto, ma a quanto sembr ail governo spagnolo è in attesa di un ulteriore sentenza prima di rilasciarlo. Per questo motivo Iñaki de Juana Chaos ha iniziato lo sciopero della fame in carcere. Le accuse parlano anche di due pesi e due misure facendo vari esempio come quello di Rodriguez Galindo ex Generale della Guardia Civil condannato per duplice omicidio a 75 anni di carcere che ne ha scontati solo quattro! Accusando di fatto lo Stato e il Governo Spagnolo di iprocrisia!
Aldilà della ragione o meno di Iñaki de Juana Chaos e dell'Eta, la cosa curiosa secondo me è invece (almeno per il nostro mondo) proprio Oleguer Presas, 27 ani, calciatore atipico laureato in economia sta prendendo la seconda laurea di filosofia, indipendentista catalano (non basco quindi). Ha scritto e pubblicato un libro e diversi articoli e questo suo ultimo gli è costata la rescissione del contratto con la Kelme, che gli forniva l'attrezzatura tecnica (vale a dire gli scarpini), se vi capita di vederlo giocare con il Barcellona noterete che porta degli scarpini completamente neri, senza alcun logo o sponsor sopra, cosa davvero rara in un mondo come quello del calcio dove pure le mutande sono firmate.
Ovviamente l'articolo di Presas ha scatenato un vespaio di polemiche in Spagna dividendo l'opinione pubblica, mi sembra che in realtà in pochi si sono chiesti perchè un giocatore di calcio perde tempo a difendere un terrorista carcerato dell'Eta invece di difendere la palla e la porta della propria squadra. Un mondo evedentemente diverso dal nostro. Continua>> (Read more...)

05 aprile 2007

Manchester chi?


Fino a ieri sera tutti pensavano che il Manchester United era la squadra più forte del mondo, l'invicibile armata di Sir Alex Ferguson, quella con i Rooney, Cristiani Ronaldo, Scholes ecc ecc. MMa poi in una notte di primavera, capiti a Roma in uno stadio stracolmo, con una cenerentola della Champions League una squadra che vede i quarti di finale una volta ogni 20 anni, e ti capita che la squadra più forte del mondo esce sconfitta, derisa, umiliata, con un solo gol che la tiene a galla e con tanta tanta paura presa perchè alla fine gli poteva andare peggio. Grande Roma! Grande Spalletti! Grazie! Continua>> (Read more...)

03 aprile 2007

(in)Sanità


Di solito noi a calcetto giochiamo il martedì sera, dico di solito perchè ieri è capitato che abbiamo anticipato la partita a causa della Cempionz Lig, Partita diciamo tranquilla, se si esclude un mezzo contrasto senza fallo tra Sandro e Andrea, dopo una ventina di minuti Sandro accusa dolori al polpaccio che sembra un po gonfio, il giovane si mette in porta, ma capisce che non ce la fa, gli fa male ed esce dal campo.

Quando la partita finisce ci docciamo e ci cambiamo, capiamo che il polpaccio di Sandro, che nel frattempo è diventato GIGANTESCO a cuasa di un copioso versamento ha bisogno di un pronto soccorso, partiamo io Sandro e Stefano alla volta di quello di Pomezia, che con cura e perizia lo osserva attentamente per circa 50 secondi e da il responso, ci vuole un Ecografia! Ma a Pomezia la notte non la fanno, quindi ci consiglia di andare in gita all'Eur al Sant'Eugenio.
Pontina, zero traffico è quasi mezzanotte, lo portiamo dentro, entra nella saletta e li un infermiere dotato con un siringone alla mano gli pratica un paio di fori sul polpacico nel vano tentativo di fargli fuoriuscire il sangue che nel frattempo si è coagulato nel suo SUPERMEGA POLPACCIO! niente da fare, ne esce poco, il tipo si guarda Sandro e gli dice che dovrebbe andare in chirurgia per farselo togliere, ma glielo sconsiglia:"sai il chirurgo che c'è stanotte è un macellaio, non ci andare" e ci lascia con un ottimo consiglio, "vai a casa e stendi la gamba, se poi nella notte il piede ti formicola e perdi sensibilità allora ritorna pure". Il suggerimento non ci piace un granchè, Sandro non si fida ed ha ragione, chiama lo zio dottore anche se è tardi, che gli consiglia di andare di corsa al Policlinico Gemelli per l'Ecografia.

Suggerimento accettato, a mezzanotte e mezza partiamo alla volta del gemelli, il polpacicone non accenna a sgonfiarsi e il dolore persiste, arriviamo al terzo ospedale, solito discorso, spieghiamo cosa è accaduto e ci dicono che ora gli fanno l'ecografia, lo trasportano davanti alla stanza, resta lì per una mezz'ora, poi esce un portantino che lo riporta via, nel corridoio da dove eravamo partiti, ci dice che lecografia è rinviata, gli chiediamo tempi e modi, ma lui ci risponde che fa solo il portantino, anzi il barelliere.

E' l'una di notte suonata, quasi una e mezza, ci mettiamo nel corridoio ad aspettare buoni buoni, ogni tanto io e stefano a strappi andiamo a chiedere, ma nulla, alle quattro di notte sbrocco e prendo di petto la tipa all'accettazione e gli chiedo che visto che il pronto soccorso è vuoto cosa stiamo aspettando da tutto questo tempo? Lei sollecita la faccenda e miracolsamente dopo 5 minuti sbuca la tanto agoniata ecografia, il responso è il solito C'E' UN VERSAMENTO DI SANGUE! Ci voleva cazzi a capirlo no? Ci dicono che non è nulla di grave cma che se lo terranno lì in corridoio in osservazione almeno fino alle otto di mattina, a quel punto Sandro avverte a casa e il padre e gli chiede di venire a riprenderllo e di liberarci, per noi non c'è problema, rimaniamo almeno fino all'arrivo del padre.

Sono le sei e venti di mattina, ci diamo il cambio con il padre di Sandro, lo salutiamo e lo lasciamo lì, stanchissimi ma un po' preoccupati per il suo stato, Roma fuori comincia a vivere, anzi sono quasi le sette e c'è anche troppo traffico, torniamo a pomezia, alle otto di mattina finalmente mi butto nel letto e praticamente svengo dal sonno. Alle 13 mi sveglio e dopo un po sento prima Stefanoe poi Sandro, ora è casa, sta bene, anche se dai due fori che gli hanno fatto (inutilemnte) al Sant'Eugenio esce sangue a zampilli, ne avrà per un bel pezzo, ma a tutt'ora non sappiamo esattamente cosa ha, anche perchè il sangue non consente una diagnosi precisa. Vedremo.

UPDATE: Ora l'amico zoppo, vista la convalescenza forzata ha anche un suo blog! Continua>> (Read more...)

04 febbraio 2007

Le cose da fare



Ho in testa una idea tutta mia sulla questione "violenza", che deriva da una sana passione per il calcio, una passione per uno sport, per il gesto atletico, per degli uomini che in tempi antichi (qualche decennio fa) erano eroi, erano l'Italia che si specchiava nelle rovesciate di Parola e nelle invenzioni di gente come Riva, Rivera, ecc.
Poi arrivarono gli anni '70 la violenza, la strada e di conseguenza lo stadio, ma quella in strada, passò. nello stadio invece no, aumenta e monta di anno in anno e ora nel 2007 siamo ridotti come a Catania. Cosa fare ora? in mezzo alle tante boiate lette in queste ore, trovo stamattina conforto nelle sagge parole di Gianni Mura, le copio e incollo qui, semplicemente. Sono pronto a scomettere che nessuna delle considerazioni di Mura verrà messa in atto dal governo del Calcio... vedremo.

(Update) nemmeno a dirlo e oggi (lunedì 4) Repubblica.it lancia una sottoscrizione per quanto scritto IERI sul giornale e anche da me riportato qui sotto, magari risolverà nulla, ma forse è già un inizio! Mi piacerebbe inoltre sapere dai pochi o molti che mi leggono cosa ne pensano. Se volete firmare e sottoscrivere:

Firmate QUI l'appello di Gianni Mura

LE COSE DA FARE DOPO LA TRAGEDIA
di Gianni Mura

Proviamo a chiudere gli occhi e a pensare che Filippo Raciti non sia morto, ma solo ferito. Non si sarebbe fermato il calcio, staremmo a discutere dei risultati di ieri, di Inter e Roma che giocano stasera, e poi della Nazionale con la Romania.

La situazione era già grave, ma a molti tornava comodo far finta di niente, una strategia quasi sempre pagante in questo paese. E dunque la differenza, atroce ma casuale, tra un ferito e un morto a rendere urgente un risanamento non tanto degli stadi ma di chi li frequenta per giocare alla guerra. Questo blocco è giusto ma tardivo. Secondo me non è giusto, alla lunga, per tifosi dell'Empoli, dell'Udinese, del Chievo, per tutti quelli che dalla curva non hanno mai lanciato neanche una palla di carta. La brava gente capirà, siamo in emergenza.

Siccome questa emergenza riguarda tutti, anche quelli che non vanno allo stadio ma prendono un treno, entrano in un autogrill, ecco un piccolo elenco, senza pretese, di quel che potrebbe essere fatto subito.

I tifosi. Basta caschi, basta passamontagna calati, si va a faccia scoperta e con un documento d'identità in tasca. Multa ai possessori di fumogeni (sono stupidi ma non fanno danni), sanzioni più pesanti per possessori di razzi, petardi, bombe-carta. Basta cori contro (in Inghilterra, mai così evocata, non ne fanno).

I club. Dovranno risarcire tutti i danni provocati dai loro tifosi allo stadio e nella zona circostante. Dovranno realizzare un valido sistema di sicurezza all'interno dello stadio, evitando di reclutare capi ultrà che passerebbero dal redditizio lavoro di tifoso a quello di sorvegliante. Dovranno impegnarsi perché dirigenti e tesserati non si lascino andare a gesti o dichiarazioni che possano provocare violenza. Stangata nelle tasche alla prima infrazione, squalifica alla seconda, dai e dai capiranno che non si può continuare a lanciare il sasso e ritirare la mano. Per tanti anni il calcio ha chiesto più polizia. Se 1.500 poliziotti (per 21mila spettatori) non bastano a impedire i fatti di Catania, quanti altri ne servirebbero? Comunque, gli incontri a rischio si devono giocare di giorno, non in notturna.

I politici. Ho lo stesso imbarazzo di Ulivieri a usare le parole "leggi speciali". Ne ho di più a sentire Cento, Storace, Gasparri, Ronchi, unirsi alle litanie di rito. Cento è la madonnina degli ultrà, appena ce n'è uno in carcere si agita a prescindere. Quelli di An farebbero bene a ricordare che fu soprattutto il loro collega Buontempo, con Cento, ad annacquare i provvedimenti e le sanzioni. E che non solo Catania ma l'80% almeno delle curve italiane è di destra, tosta o estrema. Protrarre la flagranza a 48 ore, permettere alla polizia di usare gli idranti è il minimo. Idem dare la certezza della pena, tra carcere e lavori socialmente utili. Poi: disorganizzare, cioè sciogliere, il tifo organizzato, e togliere alle curve sacralità e senso d'impunità. So che ci possono essere fior di delinquenti in tribuna cosiddetta d'onore, ma è la curva il luogo del malessere e dell'esaltazione (sono tutte "mitiche" per autonomina). Quindi: o si chiudono, come hanno fatto a Parigi, o si tengono aperte, ma senza striscioni, senza arrivi in massa, senza il ciarpame di questi anni. Ma la polizia, poca o tanta, deve esserci, all'interno. Perché ha un ruolo. Cosa significa che i bravi tifosi devono isolare i violenti, se non ci riesce chi ha più poteri e mezzi di un abbonato ai distinti? Si ripartirà da zero, in un pezzo di stadio che deve tornare a essere di tutti, e dove le regole (le leggi, se preferite) valgono per tutti. In casa e in trasferta. Stop ai treni speciali per tifosi speciali. Di speciale, in questa storia, c'è solo l'inciviltà e la violenza. Che Raciti sia stato colpito per caso o seguendo un preciso disegno di vendetta non cambia nulla, purtroppo. E davanti a questo morto e a Ermanno Licursi che si devono fare i conti. E senza sconti.

La Figc. D'intesa con i ministeri (Pubblica istruzione, Giovani) avvierà corsi di sensibilizzazione sull'educazione allo sport (già che ci siamo, perché non c'è solo il calcio) a partire dalle elementari. Se qualche calciatore, in attività o meno, vuole unirsi ai comunicatori specializzati, meglio. Per inciso, con poche brutte eccezioni, i calciatori sembrano abbastanza maturi e responsabili (meno simulazioni, meno carognate). A giocare in un ambiente civile, dove non gli arrivi un petardo tra le gambe o una bottiglia in testa, hanno tutto da guadagnare, a costo di rimetterci qualche soldo. Resta da migliorare, in generale, l'atteggiamento nei confronti degli arbitri. I quali dovranno fischiare la fine della partita al primo lancio di oggetti in campo. La squadra del lanciatore avrà partita persa, quale che sia il risultato.

L'informazione. Nessuno può chiamarsi fuori, quindi parliamone. Esistono, oggettivamente, trasmissioni (tv e radio) specializzate nel buttare cerini nella benzina. E anche la carta stampata non è del tutto limpida, sia per motivi diffusionali sia per congenito bombarolismo, sia perché esiste un giornalismo-ultrà. Come esiste un Osservatorio per i diritti dei minori propongo un Osservatorio per i diritti del calcio (a vivere in pace, come minimo) nel rispetto dei diritti dell'informazione, che però comportano anche qualche dovere. Una commissione mista, fatta da persone che conoscono l'Italia e lo sport. Per quanto riguarda i giornalisti mi permetto di fare due nomi per la stampa parlata e scritta: Sergio Zavoli e Antonio Ghirelli.

La polizia. Esistono anche ultrà in divisa. Sarebbe meglio se non ci fossero. I reati non hanno colori o bandiere.

Gli Europei 2012. Evitiamo di parlarne, per un po'. Ce li daranno ugualmente, per mancanza di concorrenza. E oggi non ce li meritiamo. Tra cinque anni forse. Continua>> (Read more...)