23 settembre 2009

Salsiccia Packaging



Ci sono prodotti, specie nel campo alimentare, che spesso non godono di un packaging molto brillante, anzi in molti casi non lo hanno proprio. La Dymov azienda leader nel settore delle salsicce e degli insaccati in genere.
ha incaricato lo Studio Firma di disegnare una serie di confezioni che rendessero accattivanti i loro prodotti tra gli scaffali. Ne è nata una linea (che potete vedere in foto) molto colorata e ben studiata che di sicuro attirerà i potenziali acquirenti delle salsicce Dymov. Speriamo siano anche buone.






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Where the wild things are



Ne avevamo già parlato tempo fa, ma adesso, a poco meno di un mese dalla sua uscita ufficiale (il prossimo 16 ottobre), ecco che fanno la lore comparsa ben otto character poster dei vari protagonisti dell'attesissimo Where the wild things are (Nel paese delle creature selvagge) di Spike Jonze. Come al solito poster curatissimi e ben studiati nei minimi dettagli, il film è accompagnato da una campagna pubblicitaria davvero notevole e ben curata, a cominciare dallo splendido ed delicatissimo trailer (che trovate in fondo) fino a questi ultissimi poster.













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22 settembre 2009

Renault e MSN



Per il lancio della nuovissima Renault New Mégane Sportour l’agenzia Saatchi & Saatchi ha realizzato una campagna web davvero innovativa e ricca di inventiva. Alla base dell’idea creativa c’è l’intenzione di dimostrare quanto spazio può contenere l’auto, una station wagon dal carattere sportivo. Il risultato è un’innovativa performance creativa per quanto riguarda il display advertising.
La creatività ha coinvolto ed è stata pianificata con Msn.it: l’utente, arrivato sul portale, si è di fatto trovato di fronte agli occhi il crollo “fisico” della pagina web in diversi pezzi, pezzi che sono stati caricati interamente all’interno del bagagliaio dell’auto. Nella fase produttiva è stata ricostruita in studio con degli scatoloni di cartone l’home page di Msn. La pagina è stata fatta crollare su stessa e, ormai divisa in pezzi, è stata inserita all’interno della vettura, come si intravede nella foto.
Per tutti i curiosi che si sono persi l'evento venerdì scorso su msn, c'è sempre il filmato che lo ripropone!

foto del Backstage (Casa di Produzione: Made/Dadomani)




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Paul Smith Evian



Come ogni anno l'Evian ha commisisonato il design di una bottiglia in tiratura limitata ad designer, dopo Christian Lacroix e Jean Paul Gaultier, quest'anno è toccato a Paul Smith cimentarsi con la notissima azienda d'acqua francese. Paul Smith gioca con le sue famose linee colorate lasciandole avvolgere la bottiglia, il risultato è una packaging divertente e creativo, di sicuro effetto.



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21 settembre 2009

Sokkomb



Sokkomb è il nuovo prodotto low-cost disegnato appositamente per tutti i cittadini interessati nella Giustizia Fai Da Te.
Sei pieno di energie, tante cose da fare e poco tempo da perdere?
Sei sempre più infastidito da criminali, immigrati e personaggi petulanti che dovrebbero subito essere eliminati?
Il tuo ritmo dinamico e attivo richiede una giustizia rapida e sommaria, come solo tu puoi decretare, ma troppo spesso ti manca il tempo e la tua famiglia è sempre più in pericolo.
A questo abbiamo pensato quando abbiamo realizzato sokkomb, la ghigliottina montabile per tutta la famiglia, la soluzione pratica, veloce e pulita per le tue esigenze di sicurezza.
Sokkomb è fatta dal miglior legno massello d'abete unito ad una robusta lama in acciaio inossidabile, leggera e versatile, testata per oltre 100 esecuzioni al giorno.
Montando sokkomb nel tuo salotto donerai al tuo relax il sapore genuino della certezza della pena e, finalmente, sarai tranquillamente padrone in casa tua.

(Grazie a Thomas Magnum per la segnalazione)



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18 settembre 2009

Design Per. Settimana Internazionale della Grafica



Dal 6 all'11 ottobre a Napoli si svolgerà la prima edizione di Design Per. Settimana Internazionale della Grafica. Molti i temi che saranno discussi, indagati, approfonditi, tanto è ricco il programma delle attività e variegata è la proposta complessiva (4 workshop collegati a 4 tavole rotonde, 7 mostre, discussioni, open studios e altro ancora).
Tra i vari temi della Settimana vi è quello dell'ambiente, da intendersi non tanto nel senso della sostenibilità ambientale ed ecologica, o per lo meno non solo. Sia il workshop - tenuto dai francesi Guillaume Bullat del collettivo Voiture 14 con Maxime Lemoyne - che la tavola rotonda approfondiranno i temi delle possibilità progettuali, delle modalità di intervento e dei contributi che la comunicazione visiva può dare quando ci si confronta con il contesto, con un luogo, con l'ambiente che ci circonda.

Il workshop (in programma al PAN – il Palazzo delle Arti di Napoli, dal 6 al 9 ottobre 2009, aperto a studenti e professionisti), in particolare, indagherà le possibili soluzioni che la grafica può determinare quando questa dialoga con lo spazio (when graphism meets space... questo è il titolo che Bullat e Lemoyne daranno al lavoro che sarà sviluppato con gli studenti).
L'intenzione è infatti di sperimentare soluzioni segniche che facciano parlare il luogo semplificando al tempo stesso l'interazione tra utenti e luogo stesso, senza mortificarne, stravolgerne o offenderne le peculiarità, il fascino, lo spirito. Gli strumenti del progetto di comunicazione visiva, infatti, permettono di intervenire e interpretare un luogo conferendogli visibilità, enfatizzandone le caratteristiche senza che questo però voglia dire adeguarsi al contesto entro cui questo luogo è calato. Ovvero l'obiettivo è di dialogare con il genius loci - la fonte di ispirazione sarà la Napoli Sotterranea - e dargli una lettura grafica rielaborando codici visivi e culturali, manipolando forme e significati, sviluppando un vocabolario grafico che servirà a orientarsi, ad animare e a decodificare il luogo.



I responsabili del workshop non a caso hanno avuto modo di confrontarsi con situazioni di questo tipo, lavorando su progetti come le segnaletiche per il Jardin des Plantes presso il Musèum National d'Histoire Naturelle di Parigi o il Musée d'Archéologie Le Mans. Progetti in cui il linguaggio grafico si fa ricco a tal punto da esprimere e dare visibilità alla varietà dei contenuti e delle suggestioni oltre il puro livello dell'informazione. Ovvero casi in cui la ricchezza del linguaggio grafico fanno parlare il luogo definendone l'identità e facendola dialogare con lo spirito del luogo (la qual cosa significa il fascino, la storia, le attività oltre gli spazi stessi). Il progetto di comunicazione visiva può divenire determinante nel definire quegli elementi, direi quei dispositivi virtuosi, che consentono a un utente di comprendere lo spazio sia dal punto di vista dell'orientamento puro che, in modo più profondo, a comprenderne i contenuti, a parteciparne e a farli propri.



Tali tematiche saranno anche approfondite nella tavola rotonda - in programma il 7 ottobre, dalle 18, sempre al PAN) - intitolata Design per. La riqualificazione dell'ambiente: Carbonia e il Parco del Cilento cui parteciperanno – oltre a Guillaume Bullat e Maxime Lemoyne –, Stefano Asili (designer), Tore Cherchi (sindaco di Carbonia), Giorgio Peghin (architetto), Patrizia Ranzo (presidente corsi di laurea in disegno industriale, SUN) e Carmine Gambardella (responsabile scientifico del Centro di Competenza Benecon) con il coordinamento di Beppe Chia che animerà la discussione e il confronto. Più voci allo stesso tavolo con l'obiettivo, prendendo spunto da progetti concreti, di far dialogare interpreti e approcci differenti, facendo emergere soluzioni e criticità. Continua>> (Read more...)

17 settembre 2009

Barry McGee - Mr Brown



Per chi si trova a Roma e dintorni oggi si inaugura alle ore 19 la mostra di Barry McGee Mr Brown alla galleria Bonomo di via del Gesù 62. La mostra realizzata in collaborazione con Deitch Projects con rimarrà aperta fino al 31 ottobre.

Per chi non lo conoscesse Barry McGee, nato a San Francisco nel 1966, è uno dei maestri riconosciuti della street art, assembla detriti, pittura murale messicana, fonde iconografia skate e fumetti. Diplomato nel 1991 al San Francisco Art Institute. Negli USA ha esposto in molti importanti musei, ma probabilmente gran parte della sua fama è dovuta agli infiniti lavori nelle strade e sui treni. Dal 1985, quando si firmava con lo pseudonimo Twist, il suo stile si è evoluto da puro writing sui muri a pittura sui pannelli, stickers, utilizzo di qualsiasi oggetto purchè trovato, usato e scartato il suo mix di linguaggi estetici ha raggiunto numerosi consensi tra le più diverse fasce di estimatori.
Un successo a tutto tondo in gallerie e spazi espositivi, per esempio con le scenografiche installazioni di grandi carcasse d’auto finemente dipinte, ma anche sul mercato on-line.







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District 9



Uscirà il prossimo 25 settembre, District 9 di Neill Blomkamp, film prodotto da Peter Jackson e distribuito da Sony Pictures. Il film nasce da un corto mockumentary a basso budget chiamato Alive in Jo’burg che Blomkamp ha girato in una baraccopoli di Johannesburg alcuni anni fa.

La storia parte dall’idea originale che più di vent’anni fa, gli alieni hanno preso contatto con la Terra. Gli umani si aspettavano un attacco ostile o dei progressi enormi in campo tecnologico, ma nulla di questo è avvenuto, perché gli alieni erano dei profughi scappati dal loro pianeta natale. Queste creature sono state collocate in una patria provvisoria nel District 9 in Sudafrica, mentre le nazioni mondiali discutevano sul da farsi. Ora, la pazienza nei confronti della situazione aliena è terminata. Il controllo sugli alieni è stato affidato in gestione alla Multi-National United (MNU), una società privata che non ha alcun interesse verso il benessere degli alieni. La MNU otterrà dei profitti immensi se riuscirà a far funzionare le potenti armi aliene, ma fino a questo momento ha fallito, perché l’attivazione delle armi richiede il DNA alieno. La tensione tra gli alieni e gli umani raggiunge l’apice quando la MNU inizia a cacciare i non umani dal District 9, con gli agenti responsabili della MNU che devono trasferirli in un nuovo campo. Uno degli operativi sul campo della MNU, Wikus van der Merwe (Sharlto Copley), contrae un virus alieno che comincia a mutare il suo DNA. Wikus diventa rapidamente l’essere umano più ricercato nel mondo, così come quello più prezioso, essendo fondamentale per svelare i segreti della tecnologia aliena. Ostracizzato e senza amici, c’è soltanto un posto dove può nascondersi: il District 9.

Il film è volutamente girato a metà tra il film classico e documentario, con spezzoni ultrarealistici e notiziari televisivi che danno il senso della realtà degli avvenimenti, la pellicola evoca il flusso di notizie in onda 24 ore su 24 che i canali via cavo, internet e le altre fonti di informazioni ci offrono ogni giorno.
Il film tratta tutto sommato di una semplice storia di integrazione raziale, argomento che mai come in questi ultimi anni è diventato al centro delle cronache di tutti i giorni.
District 9 sposta il punto di vista filmico alieno contro umano, si parla di integrazione, si esce fuori dal classico schema “alieno invade la terra e distrugge tutto”, come dice lo stesso Peter Jackson “è ambientato in un mondo alternativo, vent’anni fa, oltre un milione di rifugiati alieni è arrivato sulla Terra in una navicella spaziale a pezzi. Loro sono benevoli e soprattutto non ricevono nessun aiuto. Non riescono neanche a nutrirsi e non hanno voglia di fare nulla. Sono arrivati, tra tutti i posti possibili, a Johannesburg, e il governo non sa cosa fare con loro, quindi gli alieni finiscono in una comunità molto simile a Soweto. E per oltre 20 anni, gli umani hanno cercato di risolvere il problema alieno”.

Potete scaricare il nuovissimo trailer (visibile qui) e due featurette direttamente da questi link:

Official Trailer

Featurette 1

Featurette 2

Per tutti i pigri che non vogliono scaricarsi materiale ma sono curiosi qui sotto potete vedere il primissimo trailer ufficiale e alcune foto, oltre al poster del film.







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16 settembre 2009

2009 Emmy Main Title



Fra qualche giorno verranno assegnati gli Emmy Awards per quanto riguarda i programmi televisivi. Una delle categorie che verrà premiata e che non bisognerebbe mai sottovalutare è quella dei Main Title o più semplicemente dei titoli di testa di una serie o di un programma TV.
Lo scorso anno vinsero i titoli di testa di Mad Men
Quest'anno i candidati sono i seguenti:

United State of Tara





Taking Chance





True Blood (di cui avevamo già parlato qui)





StoryMakers





Lie To Me



di cui è disponibile la versione in flash su questo sito Continua>> (Read more...)

15 settembre 2009

Ikea font: Verdana o Futura?

di Ilaria Mauric



Al rientro dalle ferie di agosto, come ogni anno, abbiamo trovato
nelle nostre cassette della posta il nuovo catalogo Ikea 2010.

Oltre ai nuovi prodotti dai nomi nordici, quest'anno Ikea ci ha regalato un piccolo cambio di immagine, che quasi sicuramente i più non noteranno. Stiamo parlando del cambio di carattere usato in tutto il catalogo e su tutti i futuri cataloghi e coordinati Ikea: dal "vecchio" e classico Futura, usato nella versione personalizzata disegnata da Robin Nicholas e che durava da quasi 50 anni, al "nuovo" Verdana. Per alcune aziende, la scelta di un font è decisiva perché durevole e definitiva per molti anni. Non è così per esempio nel campo della moda, in cui ogni stagione propone un gusto e uno stile nuovi; ma è così per Ikea, in cui l'immagine è coordinata allo stesso modo, per avere la massima riconosciblità in tutto il mondo.

Solitamente si spera che un cambiamento del genere venga fatto con la massima cognizione di causa ed esperienza. Invece da domani, entrando in un negozio Ikea, ci troveremo davanti al Verdana anche nell'allestimento e nella segnaletica. La scelta grafica e stilistica è risultata nettamente peggiorativa. Verdana è semplicemente un font non pensato per la stampa.
Per capire meglio quello di cui stiamo parlando basta dare un occhiata a questa pagina dove potete vedere la differenza tra i due font, mentre in quest'altra trovate una vecchia copertina di un catalogo Ikea a confronto con la nuova.



Fa parte della professionalità di un art-director o di un grafico riconoscere un buon font da usare per un progetto. In questo caso, il confronto tra Futura e Verdana mette chiaramente in evidenza che Verdana presenta occhielli molto grandi e aste molto piccole. Questa caratteristica intrinseca del font è stata studiata dal designer Matthew Carter per consentire una migliore leggibilità a video, a discapito del risultato in stampa.

Ma allora perché Ikea ha scelto il Verdana? L'azienda dice che i motivi principali sono due:

1) il font risolverebbe diversi problemi di traduzione, vista l'ampia diffusione mondiale del prodotto.
Il Verdana non è disponibile in cirillico e in greco. Da qui viene da pensare che la scelta del carattere non sia stata neanche così tanto pensata e accurata. Questo è evidente per i grafici che abbiano una buona esperienza nel campo del web e della stampa. O almeno è chiaro per chi abbia acquisito un minimo di esperienza nel saper valutare i pregi e i difetti di un font come il Verdana. È chiaro anche per quelli che non sono necessariamente guru o per quelli che non annoverano multinazionali nel loro portfolio. Ma non è chiaro per quelli che hanno scelto questo font per Ikea.

2) usare il Verdana anche sui materiali cartacei consentirebbe a Ikea di avere un'immagine cross-media perfettamente coordinata.
Questa idea, che sembra essere l'uovo di Colombo, in realtà fa letteralmente cadere le braccia. Se nessun grafico professionista ha mai usato i font di sistema presenti sul pc è perché quasi tutti quei font presentano difetti o problemi in fase di stampa. Ma soprattutto, se tutti ragionassimo secondo questo criterio, avremmo grafiche
uniformi ovunque, tutte appiattite sui font di sistema.
A cosa servirebbe disegnare un nuovo font?
C'è anche un altro aspetto non trascurabile e che dimostra una volta di più la scarsa attenzione di Ikea in merito alla scelta di un font: da anni, le comunità di grafici e webdesigner stanno discutendo con le varie aziende produttrici di font (le foundries). Dopo molti anni di idee e ipotesi, il 2009 ha visto nascere alcuni servizi come Typekit che hanno iniziato a risolvere problemi di script e di copyright. Così tra poco inizieremo a vedere siti web come questo (il font usato ovunque è il Museo, che esiste in molte forze, tre delle quali sono scaricabili gratuitamente). È buffo che, proprio nell'anno in cui si intravede un cambiamento di
rotta su questo tema, Ikea decida di percorrere una strada così banale, che presto sarà vecchia non solo online ma risulta essere già vecchia e poco professionale su carta.



Il font prescelto ha lasciato di stucco la comunità grafica in tutto il mondo. Alcuni toni usati da alcuni grafici sono un po' da caccia alla streghe, ma è anche vero che la scelta dei responsabili della comunicazione in Ikea hanno dimostrato una notevole superficialità nelle risposte, ed è forse stata proprio questo a far crescere la polemica. Se al coro di proteste partecipano voci come Vitaly Friedman di Smashing Magazine e Oliver Richtenstein di Information Architects e se perfino il Time
dedica uno spazio alla questione, allora è chiaro che qualcosa non ha davvero funzionato.

Ikea ha provato a replicare alle varie critiche, ma forse sarebbe stato meglio il silenzio, visto che alcune risposte risultano davvero clamorose:

"Siamo stupiti, ma penso che siano stati principalmente gli esperti del settore a esprimere il loro punto di vista, cioè persone a cui interessa il tema dei font. Non credo che il vasto pubblico sia altrettanto interessato".
(Camilla Meiby, portavoce di Ikea)

Una risposta di questo tipo dice, in poche parole, che la professionalità in fin dei conti non conta nulla. Come a dire che se un mobile Ikea non è un buon mobile, alla fine chi se ne accorgerà sarà solo un architetto. L'importante è che non si rompa, perché di questo potrebbe accorgersi il cliente.

Prima


Dopo


Un dettaglio che sembra piccolo, come la scelta di un font, può diventare un grosso danno a livello di immagine e può mettere a nudo un'intera cultura aziendale. Probabilmente non è stato nemmeno un grafico o un art director a scegliere il Verdana, ma magari è stata una scelta imposta dagli "piani alti" o dagli uffici che gestiscono le risorse economiche, vista l'inconsistenza e l'ignoranza delle motivazioni (del resto, è una scelta davvero indifendibile).

Chiudiamo con la citazione del tweet di Oliver Reichtenstein (aka @iA su Twitter), che la dice tutto su questa vicenda:
"Perché ricontrollare i testi? Soltanto gli scrittori si accorgerebbero di una copia sbagliata. Perché preoccuparsi della quadricromia? Interessa solo alle stampanti. Perché pensare? Soltanto ai filosofi interessa il pensiero."

Alcuni link:
* Il catalogo Ikea sfogliabile online
* La sequenza di FightClub Ikea-style
* Uno dei tanti dibattiti in corso in rete:
* La petizione online per convincere Ikea a ripensare alla scelta del Verdana: Continua>> (Read more...)